La fiaba del bosco 

Re magnifico il bosco:
Tanta prole al suo piede
Rifiorisce tuta grazie
Alla Maestà il Bosco.

Luna, sole, nonché stelle
Egli porta nel suo serto,
Cavalieri ha attorno
E dame del ceppo Cervo.

D' araldi, le lepri fanno,
Che veloci portan nuove,
Fan d' orchestra gli usignoli,
Favoleggiano le fonti.

Là, nell' ombra, sopra i fiori,
Sui sentieri presso l' acque,
Pecchie passano a sciami,
Spesse truppe di formiche. . .

Cara, andiam dal Re,
Per ridiventar bambini,
Chè la sorte e l' amore
A noi paian dei balocchi.

Mi parrà che la natura 
Abbia messo la sua mente
Per foggiarti al di sopra 
D' ogni fata seducente;

Noi andremo per il mondo,
Pellegrini e solinghi,
Sdraieremoci alla fonte 
Che zampilla sott' un tiglio,

Fiori fioccheran dal tiglio
Su di noi, assopiremo
E nel sonno sentiremo
Il corno degli ovili.

Più vicino, più vicino
Più forte ci abbracceremo. . .
Senti: il re adesso chiama 
I suoi saggi, consiglio!

Sopra le bianche sorgenti
Splende la luna tra i rami 
Tutto intorno si radunan
L' alte schiatte della Corte:

Del mar candidi i cavalli,
Grossi uri a stemmi in fronte,
Cervi a crona diramate,
Cerve agili di monte

Chiedono al nostro tiglio
Chi siamo, si consiglian,
Mentre il nostro anfitrione
Dice, le fronde scostando:

Oh, guardateli che sognan
Del faggeto alto il sogno!
Tutti e due d' una fiaba,
Tanto cari l' un all' altro!
 

(Geo Vasile) 
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Transcribed by Raluca Antonache
School No. 10, Focsani, Romania
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